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Pagina 1 di 4 La sindrome del burnout è un insieme di sintomi insidiosi e poco conosciuti che possono segnare profondamente la vita di tutti quelli si trovano a lavorare in una professione di auto o a stretto contatto con il pubblico: insegnanti, assistenti sociali, operatori sanitari, ma anche soggetti insospettabili come operatori di call center, venditori, impiegati addetti agli sportelli... Il termine "burnout" può essere tradotto con "esaurito", "bruciato" o "esausto". Tutte parole che danno perfettamente l'idea di come possa sentirsi una persona che nella propria vita si trovi in questo difficile stato. Cercheremo in questo breve articolo di tracciare la storia del concetto di "burnout", i suoi sintomi, le possibili vie di uscita e sopratutto come prevenire l'esaurimento delle risorse personali.
Un po' di storia...
Il termine burnout fu introdotto da Freudenberg negli anni '70 e poi ripreso da Maslach. Da subito esso acquisì un'ampia popolarità tra i professionisti e il pubblico in generale. In questa prima fase degli studi, si assistette ad un proliferare impressionante di lavori: si trattò tuttavia di una letteratura in gran parte descrittiva; le ricerche empiriche furono assai poche: era prevalente un approccio centrato sulla storia di vita ed episodi, con l'accento soprattutto sulla personalità di chi lamentava questa sindrome. A partire dagli anni '80 inizio una fase di maggior rigore metodologico, con l'aumento degli studi empirici e l'introduzione di uno strumento di misurazione - il Maslach Burnout Inventory o MBI - tuttora utilizzato. Il fenomeno inziò così ad essere anche nei paesi europei ed asiatici, con maggiore attenzione agli aspetti organizzativi.
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